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LUCIANO MARRUCCI
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La Bibbia

Bibbia, dal termine greco biblion, significa libri. E' infatti un complesso di libri scritti da diversi autori in epoche diverse (si va dal secolo VIII avanti Cristo a circa un secolo secolo dalla sua nascita).
Secondo il canone (l'elenco ufficiale dei testi) essa comprende 73 libri dei quali 46 appartengono all'Antico Testamento (teestamento come Alleanza) e 27 al Nuovo.
Ma veniamo ad una definizione essenziale: la Bibbia è il messaggio di Dio agli uomini.
Se è un messaggio di Dio vuol dire che si annunciano verità e si fissano norme che riguardano la salvezza dell'uomo. Investe dunque la sfera del pensiero e quella del comportamento in ordine al disegno divino. Non è allora un'opera che si propone di fornirti le nozioni di una scienza umana, ma un libro dove puoi trovare le coordinate che ti indicano quello che nel piano di Dio è il progetto iniziale e il destino finale dell'uomo. Ne segue che la Bibbia non deve essere considerata come un trattato di scienze naturali; tutte le volte che si è tentato di trovarvi delle risposte sul mondo della fisica e sull'assetto cosmico, più presto o più tardi, ci siamo accorti che si partiva da una pretesa eccessiva.
Se è un messaggio agli uomini vuol dire che deve essere espresso nel linguaggio degli uomini cui questo messaggio è diretto. Vale a dire che deve riflettere la mentalità del destinatario; altrimenti egli, non comprendendolo, potrebbe ricusarlo.
Non è richiesto che il latore di un messaggio lo comprenda, ma chi lo riceve in una maniera o in un'altra lo deve capire. Può anche accadere che si tratti di un messaggio cifrato, allora si richiede l'aiuto di un esperto che lo possa decodificare. D'altra parte, pur trattandosi di un messaggio diretto a tutti gli uomini, bisogna prima di tutto riferirsi alla mentalità dei primi destinatari; si tratta di conoscere e di accettare la loro concezione del mondo, la loro situazione storica e geografica, molto diversa da quella di altri popoli che si trovano in zone e in epoche così distanti dalle nostre. L'arte di rendere comprensibile e interpretabile la parola biblica si chiama ermeneutica.
Noi cattolici sappiamo che esiste un'autorità deputata a garantire il significato corretto di questo messaggio. E' il magistero della Chiesa. Non ci sentiamo mortificati dall'aiuto di una autorità preposta alla nostra guida. Protestanti e testimoni di Geova non accettano questo intervento, ma ecco la domanda che si può rivolgere proprio a loro: «Per imparare una cosa, preferiresti un libro senza insegnante o un insegnante senza libro?» Essi devono ammettere che sarebbe meglio un un insegnante senza libro, è logico. Si capisce bene che un libro potrebbe essere interpretato in maniera diversa o addirittura dannosa.E' impensabile che Dio, nel trasmettere un messaggio agli uominio si sia limitato a consegnargli un libro privandolo dell'aiuto di una guida capace di garantirne una retta interpretazione; per questo noi diciamo che la Bibbia è un libro di testo che vale per tutti gli uomini e la chiesa è l'insegnante che te lo può spiegare nella maniera più sicura.

(Continua)